daisymay

Se ti fidi di me, non aver paura!

Alcuni giorni fa ho bevuto un caffè con una collega che stimo tantissimo, abbiamo chiacchierato per più di due ore un pò su tutto il nostro mondo. L’argomento che però mi ha colpito maggiormente è stato quello sulla difficoltà nel far capire al cliente che si può fidare di noi.

Ogni wedding planner che si rispetti (e che fa questo lavoro da qualche annetto) riscontra lo stesso identico problema. Perché il cliente (principalmente quello italiano) non si fida ciecamente del consulente che ha scelto per le sue nozze? Sicuramente alla base c’è un motivo culturale, noi italiani siamo predisposti al non fidarci del prossimo, pensiamo che la fregatura sia sempre dietro l’angolo. Il discorso però cambia quando siamo noi a scegliere un servizio o un consulente di cui non ci fideremo mai al 100%, sopratutto se si tratta del nostro matrimonio. Perché?

Gira che ti rigira il discorso è sempre lo stesso, abbiamo paura di perdere del denaro, abbiamo paura di essere “derubati”. Ecco, questo pensiero è completamente e totalmente sbagliato quando si parla di wedding planner. Vi spiego perché…

  • L’immagine del passaparola! Se avete scelto con attenzione chi vi aiuterà nella organizzazione del vostro matrimonio non dovete temere, giocate nella stessa squadra. Un Vero professionista ha a cuore l’interesse dei suoi clienti, infatti nel mondo degli eventi privati il passa parola tra i clienti è uno dei principali mezzi di “pubblicità”. Quindi se veramente dovesse cercare di “fregarvi” lo farebbe con il rischio di un grosso danno all’immagine. Secondo voi ne vale la pena?
  • Patti chiari, amicizia lunga! Avete deciso di farvi aiutare da un professionista nella organizzazione del matrimonio, la prima cosa che fate sarà richiedere diversi preventivi per capire chi vi costa meno a parità di servizi… se vi fermate solo a questa analisi sbagliate di grosso (oltre a rischiare grosso). Il costo del servizio di un wp dipende da tantissime cose, gli anni di esperienza, il numero dei clienti seguiti, la tipologia dei clienti seguiti, etc. Non sto dicendo che dovrete preferire sempre il consulente più caro, il prezzo non fa la qualità. Mi limito a ricordarvi che è sempre bene andare a fondo quando si parla di spendere. Quindi a parità di servizi, davanti a prezzi diversi, dovrete porvi e porre queste domande:

1. Da quanti anni lavora questo consulente?

2. Quanti matrimoni/eventi ha alle spalle?

3. Ha partita IVA? Emette regolare fattura?

4. Lavora a fee? Percepisce o applica quindi ai prezzi dei fornitori una percentuale?

5. Quanti appuntamenti include nel costo del servizio?

6. Quante persone di staff include?

7. Quali sono le modalità di pagamento?

  • Chiudete gli occhi e lasciatevi andare! Nel corso della organizzazione del vostro matrimonio, il wedding planner che sceglierete, diventerà un vostro alter ego, in certi casi dovrà prendere autonomamente delle decisioni per vostro conto, è bene quindi che abbia la vostra massima fiducia. Quello che vi propone nasce da uno studio e una ricerca fatta su misura per voi. Un wedding planner che si rispetti vi proporrà il fornitore e il servizio più adatto e non semplicemente quello più caro.
  • Ci si può sposare anche senza wedding planner! Si, lo so, detta da una wedding planner questa affermazione suona strana, ma è così. Chi si affida a figure come la mia deve capire che avrà per il suo matrimonio solo un valore aggiunto che lo renderà sicuramente diverso e maggiormente curato rispetto ad un matrimonio organizzato in totale autonomia. Non sto dicendo che il matrimonio organizzato da un wp è bello mentre quello senza wp è brutto, saranno semplicemente diversi! Si tratta di affidare ad un esperto, che lo fa di lavoro, un determinato servizio. Un pò come farsi progettare una casa da un architetto. Ecco quindi che se decidete di affidarvi ad un wedding planner lo dovrete fare con la consapevolezza che avrete un valore aggiunto solo se vi fiderete dei suoi suggerimenti.

Fidatevi quindi e lasciatevi andare, perché l’organizzazione del matrimonio, se fatta bene, diventa un momento magico… non è infatti, come diceva Gotthold Ephraim Lessing, l’attesa del piacere essa stessa il piacere?!

Giada

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